{"id":1982,"date":"2016-04-20T09:46:28","date_gmt":"2016-04-20T09:46:28","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.cinesfilm.com\/?page_id=1982"},"modified":"2021-12-10T09:27:02","modified_gmt":"2021-12-10T09:27:02","slug":"la-societa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cinesfilm.com\/en\/la-societa\/","title":{"rendered":"La societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La CINES \u00e8 sorta a Roma il 1\u00b0 aprile 1906 in seguito alla trasformazione in societ\u00e0 anonima della \u00abAlberini &amp; Santoni, manifattura di soggetti e films cinematografiche\u00bb, nata nel 1905 a iniziativa di Filoteo Alberini e D. Santoni, con teatro di posa in via Appia Nuova (poi via Vejo) fuori porta S. Giovanni.<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2014 alignright\" src=\"http:\/\/lnx.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ManifatturaSantoni-300x194.jpg\" alt=\"ManifatturaSantoni\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ManifatturaSantoni-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ManifatturaSantoni.jpg 403w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli affari dell\u2019Alberini &amp; Santoni erano andati tanto bene che i due soci poterono dar vita alla Cines con un capitale iniziale di 400.000 lire e col proposito di produrre pellicole, fabbricare apparecchi e commerciare in tutti gli accessori relativi alla cinematografia, fotografia e tecniche affini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019estate 1906, dopo la realizzazione di circa 20 film, di cui 10 documentari, giunse alla Cines, dalla Path\u00e9 dove lavorava da 2 anni, il regista francese Gaston Velle, accompagnato dagli scenografi Dumesnil e Vasseur e dall\u2019operatore Vauz\u00e8le, specialista in trucchi. Furono realizzate quell\u2019anno le f\u00e9eries <em>La Mal\u00eca dell\u2019oro<\/em>, <em>Pierrot innamorato<\/em> e <em>Viaggio in una stella <\/em>(una scena del film in basso a sinistra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1907 cominci\u00f2 la sua attivit\u00e0 di regista Mario Caserini, entrato alla Cines come attore, mentre Gaston Velle, nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno, tornava a Parigi. Cominci\u00f2 allora la produzione storica e in costume (generi in cui ecceller\u00e0 la Cines) con <em>Il Fornaretto di Venezia<\/em>,<em>Otello<\/em>, <em>Garibaldi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1908 entr\u00f2 a far parte della direzione Carlo Rossi, il fondatore della Rossi &amp; C. di Torino (scioltasi nel setto e trasformatasi nell\u2019Itala Films di Sciamengo e Pastrone). Rossi rappresent\u00f2 la Cines al Congresso degli industriali cinematografici europei, tenutosi a Parigi (ai primi del 1909) presso la Soc. fran\u00e7. du cin\u00e9matographe. Quando Rossi lasci\u00f2 la Cines, a capo della Casa, fino al 1911, stette il conte Salimei. Intanto, a fianco di Caserini, chiamato allora il \u201cmago della messinscena\u201d, cominciava a distinguersi un giovane pittore, Enrico Guazzoni, che Alberini stesso aveva assunto come regista. Divenuto ferventissimo discepolo di Caserini, Guazzoni ottenne il primo personale successo con <em>Brutus<\/em> (1910).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni 1909-10 anche la Cines aveva dovuto affrontare la grande crisi che aveva colpito tutte le Case cinematografiche europee e americane, dovuta a varie cause, tra cui la farraginosa sovraproduzione, qualitativamente mediocre, non pi\u00f9 tollerata da un pubblico fattosi assai esigente. Infatti essendo cessati i grandi guadagni, il Banco di Roma deleg\u00f2 il conte Alberto Fassini a liquidare lo stabilimento. Egli invece lo riorganizz\u00f2 genialmente, nominando un consiglio d\u2019amministrazione di cui egli stesso fu amministratore generale, presidente Ernesto Pace, vicedirettore Carlo Amato, consiglieri don Prospero Colonna, il principe di Sonnino, il barone Giovanni Alberto Blanc, Pietro Moncada conte di Caltanissetta e principe di Patern\u00f2. Il capitale della Soc. fu portato a 3 milioni, con azioni da lire 50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora la Cines Pot\u00e8 garantire agli esercenti italiani e stranieri un rifornimento settimanale di 1 dramma (600 m. circa), 1 commedia, 2 comiche e 2 documentari. Lo stabilimento fu fornito di attrezzature moderne, mentre vennero scritturate troupe fisse, che lavoravano contemporaneamente. Gli attori (e si ricordino per tutti Amleto Novelli e la Terribili Gozales) ebbero contratti a lunga scadenza, fu istituito ufficio soggetti, provveduto a serragli permanenti, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1911 la Societ\u00e0 Italiana Cines, Anonima, sede a Roma, capitale versato \u00a3\u00a03.000.000, figurava nel catalogo generale ufficiale dell&#8217;Esposizione intenazionale dell\u2019industria e del lavoro di Torino alla voce \u00ab Seta artificiale \u00bb, e dichiarava i seguenti stabilimenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Roma: Manifattura cinematografica;<\/li>\n<li>Padova: Fabbricazione seta artificiale e predetti affini (con a capo l&#8217;ing. Pouchain e il sig.\u00a0 Planchon, gi\u00e0 dirigenti della fabbriche di pellicole Lumi\u00e8re a Lione);<\/li>\n<li>Vigodarzere: Fabbrica pellicole sensibili, applicazioni del cellodio e predetti affini.<\/li>\n<li>Filiali: Parigi, Londra, Barcellena, Mosca, Berlino. Agenzie: New York, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Caracas, Sydney Yokohama, Hong Kong, Cairo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cines fu quindi la prima Casa di produzione italiana a fabbricare in proprio la pellicola vergine, e tale autonomia costitu\u00ec una delle cause del suo grande sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nel 1911 tocc\u00f2 alla Cines il 2\u00b0 premio per la categoria artistica al Concorso intemazionale di cinematografia bandito dall\u2019Esposizione intenazionale di cinematografia di Torino, per il film artistico <em>San Francesco<\/em> o <em>Il Poverello d&#8217;Assisi<\/em> e per quello didattico <em>Il Tamburino sardo<\/em> (il 1\u00b0 premio era toccato all\u2019Ambrosio per<em>Nozze d\u2019oro<\/em> su soggetto di A. Frusta e per <em>Le Farfalle<\/em> di Guido Gozzano e R. Omegna). Per il grande successe che incontr\u00f2, bisogna anche ricordare un\u2019iniziativa della Cines durante la guerra italo-turca: nell\u2019intento di far cosa gradita ai combattenti in Libia e alle loro famiglie, un operatore della Cines, Silvio Cocanari, gir\u00f2 in ogni citt\u00e0 Italia brevi documentari, fotografando numerosi gruppi di famiglie riuniti all\u2019aperto, perch\u00e9 i soldati, alla proiezione avessero l\u2019illusione di riconoscere i loro parenti lontani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2016\" src=\"http:\/\/lnx.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Cleopatra.jpg\" alt=\"Cleopatra\" width=\"220\" height=\"295\" \/>Nel 1912, col <em>Quo Vadis?<\/em>di Enrico Guazzoni, costato alla Casa 60.000. lire, la Cines raggiunse uno dei primi posti tra le societ\u00e0 produttrici del mondo, confermando la propria eccellenza nel 1913 con <em>Marcantonio e Cleopatra<\/em> (pure di Guazzoni), che le cost\u00f2 300.000 lire, somma recuperata dalla Cines con la sola cessione del film all\u2019esercizio inglese per la durata di un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso 1913 la Cines band\u00ec un concorso internazionale per un soggetto cinematografico (1\u00b0 premio 25.000 lire). Il soggetto vincente su 962 concorrenti, dovuto allo scrittore piacentino Amerigo Scarlatti e intitolato <em>Il Tesoro di Rampsinite<\/em>, non pot\u00e9 essere realizzato per lo scoppio della prima guerra mondiale. Il conflitto determin\u00f2 una forte concentrazione nella produzione del secondo semestre 1914, non soltanto alla Cines ma in tutte Case di produzione europee. Quelle italiane si ripresero ben presto, e la Cines, scritturate grandi attrici (tra cui Lyda Borelli e registi come Nino Oxilia, G. Antamoro, N. Martoglio, Carmine Gallone, I. Illuminati, A. Palermi, A. Genina (i quali succedevano a Caserini, Guazzoni e Negroni), edit\u00f2 film di notevole importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1918 il barone Fassini lasci\u00f2 la direzione generale della Cines e si dimise dal consiglio d\u2019amministrazione, fin allora invariato (vi si era aggiunto il solo avv. Alessandro Alessandri). Nel 1919 la Cines entr\u00f2 a far parte dell\u2019Unione Cinematografica Italiana e nel 1921 cess\u00f2 ogni attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1929 il produttore-esercente-noleggiatore Stefano Pittaluga, forte degli incoraggiamenti e delle sovvenzioni governative, acquist\u00f2 i teatri di via Vejo, e, l\u2019anno successivo ripristin\u00f2 la marca Cines. Il primo film sonoro della rinascita cinematografica italiana, <em>La Canzone dell\u2019amore<\/em> (1930), portava l\u2019antica gloriosa etichetta. Alla morte di Pittaluga (1931) la direzione della Cines venne assunta da Ludovico Toeplitz, che la conserv\u00f2 fin dal 1935. Particolarmente interessante si present\u00f2 l&#8217;attivit\u00e0 della Cines negli anni 1932-33, avendo Toeplitz chiamato lo scrittore Emilio Cecchi a capo della produzione. Sono di quegli anni film come <em>Palio<\/em>, <em>La Tavola dei poveri<\/em>, <em>Gli Uomini che mascalzoni<\/em> (di Vittorio de Sica), <em>Acciaio<\/em>, <em>1860<\/em>,<em>O la borsa o la vita<\/em> (di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Ludovico_Bragaglia\">Carlo Ludovico Bragaglia<\/a>), <em>T\u2019amer\u00f2 sempre<\/em>. Nel 1934 la Cines concluse il suo secondo ciclo produttivo; nel 1935 gli stabilimenti di via Vejo vennero devastati da un incendio e, resisi inutilizzabili per sempre, furono demoliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 febbraio 1942 fu concesso il nulla osta per la ricostruzione della Cines, affidata al produttore Guido Oliva. La terza Cines aveva carattere eminentemente statale, e integrava, nel campo della produzione, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ENIC, che provvedeva al noleggio tramite un proprio circuito di sale. La produzione Cines (1942-43) ebbe una certa risonanza, e comprese film quali <em>La Bella addormentata<\/em>, <em>Avanti c&#8217;\u00e8 posto<\/em>, <em>Quattro passi fra le nuvole<\/em>, <em>Harlem<\/em>, <em>Fuga a due voci<\/em>, <em>Sorelle Materassi<\/em>, <em>Enrico IV<\/em>, <em>La Locandiera<\/em>, <em>Il Cappello da prete<\/em>. Dopo l\u20198 settembre 1943 la Cines fu trasferita a Venezia dai fascisti repubblicani e produsse alcuni film nel 1944.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019estate 1949 la Cines \u00e8 stata nuovamente ricostituita, su basi eminentemente statali. La quarta Cines, diretta da Carlo Civallero fino al novembre 1955 e in seguito da Aldo Borelli, ha prodotto fra l\u2019altro (1950-55): <em>Due mogli sono troppe<\/em>, <em>\u00c8 pi\u00f9 facile che un cammello&#8230;<\/em>, <em>L&#8217;Edera<\/em>, <em>La Citt\u00e0 si difende<\/em>, <em>Il Brigante di Tacca del Lupo<\/em>, <em>Altri tempi!<\/em>, <em>La Voce del silenzio<\/em>, <em>Tempi nostri<\/em>, <em>Amici per la pelle<\/em>, oltre a numerose coproduzioni con Case francesi e film in compartecipazione con Case italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente a questo glorioso periodo, nel 1958,\u00a0la Cines cess\u00f2 l&#8217;attivit\u00e0\u00a0e venne liquidata dal Ministero del Tesoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2006, in occasione del centenario della primissima fondazione, per opera del gruppo editoriale <a href=\"http:\/\/www.persianieditore.com\/\">Persiani Editore<\/a> &#8211; New Media Entertainment \u00e8 stata data alla vita ad una nuova Cines, con un carattere essenzialmente privato, che ha recuperato il marchio e l&#8217;eredit\u00e0 artistica delle precedenti gestioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione artistica \u00e8 stata affidata al maestro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leonardo_Bragaglia\">Leonardo Bragaglia<\/a>, gi\u00e0 regista e saggista drammatico di fama, nipote di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Ludovico_Bragaglia\">Carlo Ludovico Bragaglia<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anton_Giulio_Bragaglia\">Anton Giulio Bragaglia<\/a>, e dell&#8217;ingegnere Francesco Bragaglia, ex direttore generale Cines nei primi del &#8216;900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni pi\u00f9 dettagliate e la storia completa della Cines potete consultare il libro di Riccardo Redi<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><em><b><a href=\"http:\/\/www.persianieditore.com\/prodotto\/la-cines\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Cines<\/a>\u00a0<\/b><\/em><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><em><b><a href=\"http:\/\/www.persianieditore.com\/prodotto\/la-cines\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Storia di una casa di produzione italiana<\/a><\/b><\/em><\/h4>\n<\/td>\n<td><a href=\"http:\/\/www.persianieditore.com\/prodotto\/la-cines\/\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2069 alignright\" src=\"http:\/\/lnx.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/StoriaCines_Cover-213x300.jpg\" alt=\"StoriaCines_Cover\" width=\"200\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/StoriaCines_Cover-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/StoriaCines_Cover-768x1080.jpg 768w, https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/StoriaCines_Cover-728x1024.jpg 728w, https:\/\/www.cinesfilm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/StoriaCines_Cover.jpg 1764w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Enciclopedia dello Spettacolo, diretta da Silvio D\u2019Amico<\/li>\n<li>Riccardo Redi <em>La Cines. Storia di una casa di produzione italiana, <\/em>Roma, 1991<\/li>\n<li>Vincenzo Buccheri <em>Stile Cines. Studi sul cinema italiano 1930-1934,<\/em>Milano, 2004<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La CINES \u00e8 sorta a Roma il 1\u00b0 aprile 1906 in seguito alla trasformazione in societ\u00e0 anonima della \u00abAlberini &amp; Santoni, manifattura di soggetti e films cinematografiche\u00bb, nata nel 1905 a iniziativa di Filoteo Alberini e D. Santoni, con teatro di posa in via Appia Nuova (poi via Vejo) fuori porta S. Giovanni. 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